Recco: Premio Rebora, quando il cibo diventa cultura

Nello storico Manuelina di Recco, il ristorante dove è stata inventata agli inizi del Novecento la celebre Focaccia col Formaggio (a base di farina, olio extravergine d’oliva e mollane -le formaggette a pasta molle di latte vaccino), si è tenuta la quinta edizione del Premio Giovanni Rebora, concorso letterario dedicato allo studioso genovese, docente di storia dell’economia e dell’alimentazione.
Nella sezione Autore, quest’anno il premio è stato assegnato al libro “Popoli senza frontiere. Cibi e riti delle Minoranze Linguistiche Storiche d’Italia” – Roma, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Pollenzo, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, vol. I, Slow Food Editore, Bra, 2016. Un progetto editoriale ideato e coordinato da BIA con UNISG.
Il testo nasce da un progetto che il MiBACT sostiene e promuove dal 2012, Gli Italiani dell’Altrove – da un’idea di Angelo Boscarino ed Elena Federica Marini, progetto dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale vivo delle Minoranze Linguistiche Storiche Italiane; Il focus del testo, magistralmente curato da Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, è il Patrimonio Culturale Enogastronomico di sei Minoranze Linguistiche, già protagoniste degli incontri de Gli Italiani dell’Altrove.
Il libro, con prefazione del Ministro Dario Franceschini e di Carlin Petrini, raccoglie un nutrito apparato iconografico, curiose ricette ma soprattutto saggi di studiosi e personalità che hanno scritto di cibo e identità: perché è prima di tutto nel piatto che si incontrano le culture e nasce la vera condivisione.
A ritirare il premio, un simbolico testo in rame -la tipica teglia usata per cuocere la focaccia di Recco col formaggio- Piercarlo Grimaldi, Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

 

Photo Credits: www.premiogiovannirebora.it
Consegna del Premio sezione Autore a Piercarlo Grimaldi e del Premo alla Carriera a Enzo Bianchi.