projects Il Geoportale della Cultura Alimentare: il progetto che racconta il patrimonio immateriale del cibo italiano

Il patrimonio alimentare italiano non è fatto solo di ricette e prodotti tipici: è un insieme di tradizioni, gesti, conoscenze tramandate e pratiche sociali che raccontano la storia e l’identità dei territori.

 

Per valorizzare e rendere accessibile questa ricchezza è nato il Geoportale della Cultura Alimentare, uno dei principali strumenti digitali dedicati alla narrazione del patrimonio immateriale legato al cibo in Italia, promosso dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura.

Il progetto, avviato nel 2015 in occasione di Expo 2015 con il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ha come obiettivo quello di raccogliere, organizzare e diffondere il patrimonio culturale alimentare italiano attraverso una piattaforma digitale accessibile e partecipata.

 

Attraverso database, schede di approfondimento, immagini, audio e video, il portale raccoglie materiali che documentano tradizioni gastronomiche, pratiche agricole, prodotti tipici e rituali sociali legati alla cultura alimentare dei diversi territori italiani.

 

L’obiettivo è trasformare un patrimonio spesso frammentato e localizzato in una narrazione condivisa e accessibile, capace di restituire la straordinaria varietà culturale che caratterizza il Paese. In questo modo il portale diventa uno strumento di conoscenza e valorizzazione della cultura alimentare, contribuendo a preservare e trasmettere un patrimonio che fa parte dell’identità collettiva.

 

Per raccontare in modo più efficace questo patrimonio, negli ultimi anni il Geoportale è stato oggetto di una profonda revisione dei contenuti e della struttura digitale, attraverso un’interfaccia rinnovata, una navigazione più intuitiva e accessibile da qualsiasi dispositivo, contenuti aggiornati e riorganizzati secondo criteri più chiari di consultazione e una nuova identità visiva e comunicativa. 

 

Il progetto di redesign è stato curato dallo studio milanese Dotdotdot, mentre BIA ha coordinato il lavoro di revisione e riorganizzazione dei contenuti.

 

Il risultato è una piattaforma digitale più accessibile, pensata per facilitare l’esplorazione dei contenuti e rendere più coinvolgente l’esperienza degli utenti.

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Uno degli elementi più distintivi del Geoportale è il format delle micronarrazioni, brevi documenti video che raccontano il patrimonio alimentare italiano attraverso testimonianze dirette.

 

Realizzate a partire dal 2015, le micronarrazioni sono brevi racconti filmati della durata di circa tre minuti, che intrecciano esperienze personali, tradizioni locali, prodotti tipici e pratiche culinarie. In pochi minuti queste storie restituiscono la dimensione umana e culturale del patrimonio alimentare, mettendo al centro le persone che custodiscono e tramandano saperi e conoscenze.

 

Il modello narrativo, sviluppato con la collaborazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, rappresenta uno strumento efficace per raccontare la complessità della cultura enogastronomica italiana in modo accessibile, coinvolgente e contemporaneo. Attraverso questo formato il Geoportale si pone non solo come un archivio digitale, ma anche come uno spazio di storytelling culturale e di partecipazione: l’obiettivo, infatti, è costruire una rete nazionale in grado di raccogliere e raccontare le eccellenze dei saperi e dei sapori italiani, regione per regione.

 

Attraverso la ricerca, la mappatura e la documentazione dei patrimoni locali, il Geoportale intende contribuire alla diffusione di una conoscenza più ampia e consapevole della cultura alimentare italiana, nel rispetto dell’ambiente, delle comunità e della memoria collettiva.

Oggi il Geoportale della Cultura Alimentare si pone come punto di riferimento per la divulgazione del patrimonio immateriale legato al cibo in Italia.

 

Un progetto che unisce ricerca scientifica, innovazione digitale e partecipazione dei territori per raccontare la vitalità culturale del Paese attraverso uno dei suoi linguaggi più universali e identitari: il cibo.